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Acconto, rate e saldo: come organizzare i pagamenti di un matrimonio
Quanto chiedere come acconto, come dividere le rate e quando incassare il saldo di un matrimonio. Esempi pratici con cifre e un calendario semplice.
Chi lavora nei matrimoni lo sa: prenotare è facile, farsi pagare in tempo no. Date, cifre e scadenze finiscono in un messaggio WhatsApp, in una mail, in un foglio di calcolo. Poi arriva il mese prima del matrimonio e nessuno ricorda chi doveva cosa.
Questa guida ti dà uno schema semplice per organizzare i pagamenti: quanti passaggi, quanto chiedere in ciascuno, come tenerli sotto controllo.
Nota: le cifre di questa guida sono esempi. Il tuo piano dipende dal tuo lavoro, dal prezzo e dalle tue abitudini.
Acconto, rate e saldo: le parole giuste
- Acconto: la prima somma, versata alla firma del contratto. Serve a bloccare la data.
- Rate: i versamenti intermedi, se ce ne sono.
- Saldo: quello che resta, dovuto prima del matrimonio o al massimo nel giorno stesso.
Quando firmi un contratto, chiedi a un professionista come qualificare la somma versata alla firma (caparra o semplice acconto): cambia cosa succede se una delle due parti si tira indietro.
Quanto chiedere all’inizio
Non esiste una percentuale giusta per tutti, ma tre schemi che si vedono spesso:
- 30% alla firma, 70% a saldo. Semplice, adatto a servizi sotto i 3.000 €.
- 30% alla firma, 40% a metà strada, 30% prima del matrimonio. Più rate, più respiro per la coppia.
- 50% alla firma, 50% a saldo. Per chi ha costi vivi alti o pochissime date libere.
Un esempio con un servizio da 3.000 €:
- alla firma, 30%: 900 €;
- sei mesi prima, 40%: 1.200 €;
- una settimana prima, saldo: 900 €.
La somma delle rate deve tornare al centesimo con il prezzo. Con altri importi, per esempio 2.750 € divisi in tre rate uguali, ogni rata verrebbe 916,666… €: i centesimi che avanzano vanno sempre sull’ultima rata (916,67 + 916,67 + 916,66), non lasciare che ognuno arrotondi a modo suo.
Quando far scadere le rate
Due modi per fissare le date:
- Data fissa. «Seconda rata entro il 15 marzo». Facile da ricordare, ma se la coppia sposta il matrimonio la data va rivista.
- Rispetto al matrimonio. «Saldo 7 giorni prima». Si adatta da solo se la data cambia.
Per il saldo conviene una scadenza prima del matrimonio, non il giorno stesso. Il giorno del matrimonio la coppia ha ben altro per la testa, e tu non vuoi chiedere soldi con la fotocamera in mano.
Come si paga
Scrivi nel contratto i metodi accettati: bonifico, contanti entro i limiti di legge, carta o POS di persona, link di pagamento del tuo circuito. Per i bonifici indica la causale da usare, per esempio «Acconto matrimonio Rossi 14/06/2027». Una causale uniforme ti aiuta a riconoscere i versamenti quando fai i conti a fine mese.
Le trappole più comuni
- «Ti pago dopo la prima parte.» Se non è scritto nel contratto, è una modifica. Valutala e rimettila per iscritto.
- Il saldo che slitta. Scrivi cosa succede se non arriva entro la data: ti riservi di sospendere la consegna delle foto o dell’album finché non è saldato?
- Matrimonio spostato. Che succede alle rate già pagate? Scrivilo in anticipo.
- Extra non fatturati. Ore in più, trasferte, copie dell’album: segnalali subito come voce a parte, con importo e scadenza.
- Fattura dimenticata. Se emetti fattura, chiarisci quando: alla ricezione di ogni pagamento o a fine lavoro. Parlane con il tuo commercialista.
Un promemoria semplice
Un’abitudine che aiuta: ogni lunedì guarda tre cose.
- Quali rate scadono nei prossimi 14 giorni.
- Quali sono scadute e non risultano pagate.
- Quali saldi mancano a matrimoni dei prossimi due mesi.
Dieci minuti, una volta a settimana. Se scopri un ritardo a due settimane dal matrimonio è già tardi per tenere un tono sereno. Per un solo ritardo, di solito basta un messaggio breve e gentile: «Ciao Giulia, ti ricordo che la seconda rata di 1.200 € è scaduta ieri. Mi confermi quando fai il bonifico?».
Cosa fare se la coppia non paga
Prima di tutto, parlaci: spesso è dimenticanza. Poi, per iscritto, un sollecito con la scadenza e l’importo. Se la situazione si trascina, il contratto dovrebbe già indicare cosa succede (sospensione dei servizi, risoluzione). Per i passi legali rivolgiti a un professionista, perché le regole dipendono dal caso.
Se sei una wedding planner
Hai due livelli di pagamenti: quello della coppia verso di te e quello verso i fornitori (location, catering, fiori), ognuno con le sue rate e le sue scadenze. Tienili distinti. Per ogni fornitore annota prezzo concordato, rate e quanto è già stato pagato; per la coppia, sommali in un quadro unico, così sai sempre quanto è impegnato, quanto è pagato e quanto resta da pagare. Se prendi una commissione dai fornitori, tienila fuori dai conti che mostri alla coppia: sono soldi tuoi, non della coppia. La guida su budget e fornitori per la wedding planner approfondisce il tema.
Il piano dei pagamenti come gesto di fiducia
Mostrare alla coppia un calendario dei pagamenti chiaro, già alla firma, fa bene a tutti. Loro sanno quanto spenderanno e quando. Tu non devi rincorrere nessuno. Un buon piano dei pagamenti è anche una forma di cortesia.
Se vuoi mettere tutto nero su bianco nel contratto, leggi anche le voci che non devono mancare in un contratto.
Come lo fa Nitido
In Nitido i Pagamenti sono nel piano Base: ogni rata ha importo, scadenza e metodo, e la segni come pagata con un clic. Il saldo si calcola da solo come differenza tra contratto e incassato, e «Oggi» ti mostra i saldi da incassare. Dal piano Elite il contratto compone la clausola dei pagamenti in due o tre quote, in percentuale o in euro, e le rate nascono da lì. Con Atelier, dal portale la coppia segnala «Ho pagato» e tu confermi. Nitido non muove denaro: tiene i conti in ordine. Trovi le funzioni per fotografi, quelle per wedding planner e i prezzi sul sito.